
Mi resta solo un senso, come di… spreco. Sentimenti, speranze, illusioni. In una parola: i miei Sogni.
Avevi tutto il diritto svegliarmi, ove il mio sogno era così lontano dal tuo.
Nessuna scelta si pretende definitiva. Tantomeno ti chiedevo “subirmi”. Mi sarei vergognato.
“Disumano” è stato scaricare il tuo errore su di me. Per intero.
Credi avermi lasciato, come hai sempre fatto con gli uomini della tua vita.
Non credo sia così, se guardi bene… E non me ne faccio vanto. Era … difficile, difficile… lasciarti.
Sono stato accusato di immobilismo, da te, mio fratello… persino.
Una attività chiusa, poi un lavoro umile, poi un tentativo andato a male, poi un altro…
poi l’ingresso in un settore nuovo… ove ho fatto l’impiegato, il manager, l’imprenditore …
poi un matrimonio…sui generis, all’estero, tra l’altro… con una intera “famiglia”…
poi altra società…
poi ancora… di nuovo a ricominciare…
poi nel frattempo e bel mentre la fine d'un matrimonio.
E tutto negli ultimi dieci anni.
E quasi tutto con il sostegno morale inesistente, di una donna, compagna, moglie.
Sempre troppo occupata, indaffarata, con misteriosi e a me ignoti “amici”…
Se avessi il benché minimo rimorso per la fine di questa relazione,
ove provassi il minimo senso di colpa o di leggerezza, oggi mi toglierei la vita, per il rimpianto. Impazzirei.
Non mi porrei problema alcuno, umilmente, nel chiederti e richiederti il perdono. In ginocchio.
Non sarei così stolto da rinunciare, senza combattere, al Sogno d’una vita.
Mi sei entrata dentro, oltre ogni tua immaginazione. Ho creduto sin essere malato: dipendenza affettiva, la chiamano.
Non è così… e di questo son oggi certo. Perché ho avuto la forza di mettere la parola Fine.
Non rimprovero la parte di te che mi ha catturato, segnandomi a vita.
L’incredibile univocità che ti caratterizza e che mai ho intravisto in alcuna.
Quello è il tuo essere. E l’innamorarmi, ove non dovevo, è stato un problema solo mio.
Capire che ero poco per te, sotto molti, o tutti gli aspetti, è stato il mio sbaglio. Il più grande della vita.
Ma potevi, e forse con miglior risultato per tutti, alfine, risparmiarmi i nove decimi delle sofferenze che m’hai inferto.
La totale insensibilità, in una persona che di contralto per tutto ciò che compete la sfera del “suo”,
è emblematicamente una foglia al vento,
Avevi tutto il diritto svegliarmi, ove il mio sogno era così lontano dal tuo.
Nessuna scelta si pretende definitiva. Tantomeno ti chiedevo “subirmi”. Mi sarei vergognato.
“Disumano” è stato scaricare il tuo errore su di me. Per intero.
Credi avermi lasciato, come hai sempre fatto con gli uomini della tua vita.
Non credo sia così, se guardi bene… E non me ne faccio vanto. Era … difficile, difficile… lasciarti.
Sono stato accusato di immobilismo, da te, mio fratello… persino.
Una attività chiusa, poi un lavoro umile, poi un tentativo andato a male, poi un altro…
poi l’ingresso in un settore nuovo… ove ho fatto l’impiegato, il manager, l’imprenditore …
poi un matrimonio…sui generis, all’estero, tra l’altro… con una intera “famiglia”…
poi altra società…
poi ancora… di nuovo a ricominciare…
poi nel frattempo e bel mentre la fine d'un matrimonio.
E tutto negli ultimi dieci anni.
E quasi tutto con il sostegno morale inesistente, di una donna, compagna, moglie.
Sempre troppo occupata, indaffarata, con misteriosi e a me ignoti “amici”…
Se avessi il benché minimo rimorso per la fine di questa relazione,
ove provassi il minimo senso di colpa o di leggerezza, oggi mi toglierei la vita, per il rimpianto. Impazzirei.
Non mi porrei problema alcuno, umilmente, nel chiederti e richiederti il perdono. In ginocchio.
Non sarei così stolto da rinunciare, senza combattere, al Sogno d’una vita.
Mi sei entrata dentro, oltre ogni tua immaginazione. Ho creduto sin essere malato: dipendenza affettiva, la chiamano.
Non è così… e di questo son oggi certo. Perché ho avuto la forza di mettere la parola Fine.
Non rimprovero la parte di te che mi ha catturato, segnandomi a vita.
L’incredibile univocità che ti caratterizza e che mai ho intravisto in alcuna.
Quello è il tuo essere. E l’innamorarmi, ove non dovevo, è stato un problema solo mio.
Capire che ero poco per te, sotto molti, o tutti gli aspetti, è stato il mio sbaglio. Il più grande della vita.
Ma potevi, e forse con miglior risultato per tutti, alfine, risparmiarmi i nove decimi delle sofferenze che m’hai inferto.
La totale insensibilità, in una persona che di contralto per tutto ciò che compete la sfera del “suo”,
è emblematicamente una foglia al vento,
è paradossalmente il motivo mio d'amore forse principe, che purtroppo non riesce a morire...
è il motivo ultimo che mi ha reso non solo impossibile la convivenza,
ma mi lascia spezzato dentro, piagandomi l’animo in un inguaribile grumo di sangue e materia putrescente.
Perché…? Perché ero fondamentalmente credulo che la tua continua esternazione di sensibilità
ove ti riguardava, l’avresti, sebbene in misura ridotta, rapportata anche a me stesso…
Sciocco, stupido e illuso, ho creduto nei valori, il rispetto anche per il dolore altrui,
dell’altro come lo si ha di se stesso… ridine pure … in cuor tuo, ma almeno da domani non ti sento...!
Ogni ferita, ancora aperta, reiteratamente l’irroravi con olio bollente.
Scuoiandomi l’animo. SEMPRE insensibile alla mia pur evidente e manifesta agonia.
Ego cieco, inutile… per fare, o arrivare, a cosa...?
è il motivo ultimo che mi ha reso non solo impossibile la convivenza,
ma mi lascia spezzato dentro, piagandomi l’animo in un inguaribile grumo di sangue e materia putrescente.
Perché…? Perché ero fondamentalmente credulo che la tua continua esternazione di sensibilità
ove ti riguardava, l’avresti, sebbene in misura ridotta, rapportata anche a me stesso…
Sciocco, stupido e illuso, ho creduto nei valori, il rispetto anche per il dolore altrui,
dell’altro come lo si ha di se stesso… ridine pure … in cuor tuo, ma almeno da domani non ti sento...!
Ogni ferita, ancora aperta, reiteratamente l’irroravi con olio bollente.
Scuoiandomi l’animo. SEMPRE insensibile alla mia pur evidente e manifesta agonia.
Ego cieco, inutile… per fare, o arrivare, a cosa...?
Io non ho mai preteso cambiarti... non si estrapola dall'uno solo il buono e il bello.
Ma la dignità, la mia dignità di persona, quella no... non è in vendita, neppure per l'Amore della Vita,
quel treno che una volta perso, non tornerà mai più.
Quale senso avrebbe avuto scagliarmi con poche e mirate “azioni” contro chi era un tutt’uno con la mia stessa anima?
Mi son limitato a difendermi, in ritardo, di malavoglia e a malapena. E neppure questo hai capito…
Non pretendevo il mio cuore uscisse indenne da questa storia.
Era tuo diritto rinnegarmi, come tua scelta, “accettazione” , tanti anni fa errata…
Se pur vero che il cammino della vita e la coincidenza… ma sì anche la mia caparbia testa dura,
ti ha portato al mio stesso incrocio, sopra il delicato tappeto del mio pulito e profondo sentimento,
intessuto nella trama del mio Sogno più ardito, dal primo istante che ho intravisto il tuo ovale.
Tu eri ben cosciente e consapevole di tutto questo,
Quale senso avrebbe avuto scagliarmi con poche e mirate “azioni” contro chi era un tutt’uno con la mia stessa anima?
Mi son limitato a difendermi, in ritardo, di malavoglia e a malapena. E neppure questo hai capito…
Non pretendevo il mio cuore uscisse indenne da questa storia.
Era tuo diritto rinnegarmi, come tua scelta, “accettazione” , tanti anni fa errata…
Se pur vero che il cammino della vita e la coincidenza… ma sì anche la mia caparbia testa dura,
ti ha portato al mio stesso incrocio, sopra il delicato tappeto del mio pulito e profondo sentimento,
intessuto nella trama del mio Sogno più ardito, dal primo istante che ho intravisto il tuo ovale.
Tu eri ben cosciente e consapevole di tutto questo,
e per questo, ancor oggi, forse inutilmente ossessivo,
mi chiedo e richiedo perchè non lenire almeno tanta sofferenza...?
Eppure era già un bel pò neppure speravo, tantomeo osavo chiederti, almeno provare, a volare insieme...
Eppure bastava sì poco. Bastava camminare piano... sui miei Sogni. Magari in punta di piedi.
Chi prova in modo sì intenso il sentimento è naturale trovi sofferenza nell’Amore.
C’è però differenza, e tanta, tra l’involontarie punture di spillo,
e i chiodi acuminati conficcati per tanti anni, a viva forza… pari gli zingari, col tuo Cristo in croce.
Scientemente e coscientemente cieca e sorda, al mio genuflesso, e muto, implorante mirarti.
Ma io non sono il Cristo di cui voi credenti narrate.
La sua, posto sia accaduta, è stata una sofferenza “scelta”…
Eppure bastava sì poco. Bastava camminare piano... sui miei Sogni. Magari in punta di piedi.
Chi prova in modo sì intenso il sentimento è naturale trovi sofferenza nell’Amore.
C’è però differenza, e tanta, tra l’involontarie punture di spillo,
e i chiodi acuminati conficcati per tanti anni, a viva forza… pari gli zingari, col tuo Cristo in croce.
Scientemente e coscientemente cieca e sorda, al mio genuflesso, e muto, implorante mirarti.
Ma io non sono il Cristo di cui voi credenti narrate.
La sua, posto sia accaduta, è stata una sofferenza “scelta”…
e la mia blasfemia aggiunge, durata tre soli giorni, e sebbene atroce, comunque poi lui è risorto.
Il mio strazio è durato tre...mila giorni.
E io non sono purtroppo Gesù Cristo, tantomeno l’Araba Fenice.
Il mio strazio è durato tre...mila giorni.
E io non sono purtroppo Gesù Cristo, tantomeno l’Araba Fenice.
E la mia vita non sarà mai più la stessa di prima.
Parte di me, forse la più bella, è morta per sempre.
Un evitabile, lunghissimo stupro morale... ero un Bambino nelle tue mani, quelle piccole mani che adoravo.
Un evitabile, lunghissimo stupro morale... ero un Bambino nelle tue mani, quelle piccole mani che adoravo.
E forse tuttora in parte lo sono, se proprio non riesco a comprendere perchè l'hai fatto,
soprattutto quale senso aveva farlo, visti i risultati, per noi tutti...
Voglio ancor oggi credere che forse restava per te un gioco, forse neppure calcolato,
rimestare dolorosamente il mio animo per semplice avventura.
Ma non sei una ragazzina, e non posso perdonare quell'immenso ego.
Che ti ha portato a ignorare e disprezzare leve intime e profonde d'una persona matura e sola.
Nudo e inerme nelle tue piccole mani.
Neppure io mi spiego perchè così ingenuamente e intimamente convinto che mi avresti rispettato.
Tradire questa fiducia, non so cosa sia... Forse ti manca una coscienza, per agire così.
1 commento:
Ho dovuto ingrandire il carattere,,,, mi stavo incuneando nello schermo e mi sentivo morire,,,,morire nelle parole piccole e grandi che Tu egregiamente scrivi dettate dal tuo cuore dalla tua mente,,,, sei uno scrittore nato! Peccato che questo dono si palesi attraverso la tua immensa sofferenza!
ciao
astrell@
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